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E' fatale, dopo le conferenze stampa di fine anno, puntuali come l'influenza, arrivano le conferenza stampa di “inizio anno”. Sono normalmente affollate, non perchè le cose che vengono normalmente dette abbiano originalità e siano preludio a cambiamenti epocali, anzi sono spesso come i buoni propositi di dieta che le persone sovrappeso, ahimè, fanno dopo i bagordi delle festività appena passate, restano buoni propositi e finiscono nel dimenticatoio non appena si riprende l'attività. Ma quelli delle conferenze stampa di inizio anno sono riti ai quali in genere si cerca di non sottrarsi, chi per interesse genuino, chi per non mancare e dimostrare solo di esserci, nella speranza che in futuro qualche “briciola” di varia natura cada dal tavolo. Ma come è giusto non bisogna generalizzare, perchè le cose dette questa mattina a Palazzo Torriani, sede di Confindustria Udine erano serie, come seria è la situazione economico - produttiva del Friuli. Presenti alla conferenza stampa oltre al presidente di Matteo Tonon anche il vicepresidente vicario dell’associazione e presidente di Confidi Friuli Michele Bortolussi, il vice-presidente delegato alla Piccola Industria Alessandra Sangoi e il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori, Davide Boeri.
Ad entrare subito in argomento è stato proprio il presidente Matteo Tonon secondo cui in economia il riferimento non può essere più il picco pre-crisi del 2008, che si sta rivelando qualitativamente irraggiungibile, ma più realisticamente va individuato un nuovo parametro di riferimento che identifichi il punto di ripartenza. Insomma ha spiegato: Pragmatismo e impegno rinnovato che guarda al futuro. Al riguardo Tonon ha identificato con settembre 2014, il punto più basso della seconda recessione (quando i tassi euribor a tre mesi erano scesi allo zero per diventare, successivamente, negativi ndr.), l’inizio di una nuova serie storica dalla quale valutare l’inizio del rilancio. Cambiano dunque i parametri a confronto, ha spiegato Tonon. Diventa così un dato oggettivo il fatto che il Pil nazionale dal settembre 2014 ad oggi abbia registrato un incremento del +4,0%. “Questo nuovo punto di riferimento - ha evidenziato Tonon - non significa però l’accettazione di un gioco al ribasso. Gli imprenditori vogliono cambiare modello. Sappiamo che non sarà un percorso veloce, né breve, né esente da rischi, ma continueremo ad impegnarci fortemente per individuare una strategia ragionevole che possa permettere quel cambio di paradigma necessario a produrre nuova ricchezza e per la ripresa effettiva della nostra economia”.
Tesi suggestiva quella di Tonon anche se corre l'obbligo dire che non è originalissima, ci avevano pensato prima di lui, in piena seconda guerra mondiale, gli autori napoletani della tarantella “Simmo 'e Napule paisà” nel bel ritornello “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato a dato, scurdámmoce 'o ppassato” motivetto che in questi giorni è il maggiormente canticchiato negli ambienti bancari e finanziari, non solo, come è noto, in Toscana, ma anche in Veneto e Friuli.
Ma scherzi a parte l'analisi di Tonon resta encomiabile. “Dal settembre 2014 – ha commentato Tonon - c’è un saldo positivo, ma servirebbe ora un vero e proprio scatto d’orgoglio per far evolvere il modello di rilancio. Coerente, in tal senso, è la legge di bilancio 2017 predisposta dal Governo e approvata dal Parlamento, che non ha stravolto la correttezza di impostazione della manovra complessiva che, in tema di quarta rivoluzione industriale, ha varato un significativo pacchetto di norme fondamentali in linea con la neutralità settoriale - la conferma del superammortamento per l’acquisto dei beni strumentali e il nuovo iperammortamento per l’acquisizione dei beni funzionali all’industria 4.0 - per supportare l’industria nell’evoluzione in chiave digitale”. “La spinta alle riforme e il sostegno alla produttività devono proseguire. In questo senso, il risultato negativo del referendum istituzionale - ha sottolineato Tonon - è per noi un’occasione sprecata per assicurare la stabilità decisionale. Non c’è stato il disastro post-voto, ma continuiamo a sostenere la necessità di mettere mano alle riforme complessive della nostra macchina istituzionale”. Sul piano internazionale, ha aggiunto Tonon, negli ultimi tre anni gli indicatori non delineano componenti di crescita stabile: “Incertezza dei mercati, crisi geopolitiche, situazioni afferenti al terrorismo internazionale non aiutano di certo e sappiamo come il Friuli, con la sua spinta vocazione all’export, sia fortemente influenzato dal commercio mondiale”.
Ma venendo al Friuli Venezia Giulia Tonon, ha di fatto elogiato la politica della giunta Serracchiani: la crescita del PIL regionale (+0,8%) ricalca il dato nazionale dato che la peculiarità del tessuto produttivo del Friuli Venezia Giulia, rappresentato da tutte le componenti dell’economia (produzione di beni, produzione di servizi, turismo), ha rimarcato come “la questione industriale e la centralità del manifatturiero siano state confermate dalla Regione. In questi anni, l’articolazione dei provvedimenti di politica industriale ha inteso rafforzare la dotazione delle risorse a supporto degli investimenti a favore delle imprese dell’industria, del commercio e dell’artigianato” mentre, ha aggiunto in sintesi Tonon, sono state approntate e rispettate le tempistiche promesse per le infrastrutture tra cui la consegna puntuale dei dragaggi a Porto Nogaro e l’avvio dei cantieri della terza corsia. Insomma con un tale riconoscimento ha di che asciugarsi le lacrime la governatrice del Fvg. “Per quanto attiene alla revisione dei consorzi industriali, l’auspicio – ha detto Tonon – in linea con quanto è già stato realizzato - è che si possa traguardare nel 2017 quel progetto del Consorzio unico delle zone industriali, da nord a sud, comprendendo l’unificazione tra i Consorzi Cipaf, Ziu e il vecchio Aussa Corno”. Ma nelle parole di Tonon non solo l'apprezzamento per la politica della maggioranza regionale, ma anche per quella nazionale. “Il panorama complessivo, ha spiegato Tonon, vede una diminuzione dell’indice di disoccupazione (7,5%, “se confermato, il trend – ha commentato Tonon – potrebbe darci maggiori soddisfazioni nel 2017”), un calo del 25% del ricorso agli ammortizzatori sociali (“Dovrebbero però calare di ulteriori 20-25 punti percentuali per la ripresa di nuove assunzioni”) e un cambio del mix tra cassa integrazione ordinaria (in crescita) e straordinaria (in calo). Poi le parole sugli effetti del Jobs act: “Vanno verificati nell’arco del medio termine. Il cambio di riferimento normativo – ha spiegato Tonon - era necessario per la competitività del nostro sistema delle imprese. L’augurio è che non venga modificato questo sistema di regole”. Sollecitato da una domanda il presidente Tonon è entrato anche nel merito della questione Confindustria regionale unica: “Per noi, ha affermato, la dimensione ottimale è quella regionale, lo abbiamo sottolineato per quanto riguarda le categorie e quando siamo intervenuti nel dibattito sul sistema delle fiere e delle Camere di Commercio. La nostra spinta verso la regionalizzazione permane - ha ribadito Tonon - certo è che, quando si parla di intervenire sulla riorganizzazione dei corpi intermedi, a livello ragionale non è facile individuare una strategia complessiva univoca. Non abbiamo la presunzione di avere un pensiero più giusto di altri, crediamo fermamente che questa possa essere una soluzione ottimale”. In chiusura c'è stata l’inevitabile domanda che appassiona molto gli estimatori di “cose di poltrone” sulla scadenza statutaria del mandato quadriennale di presidente. “I presidenti dell’Associazione - ha risposto Tonon - sono in primis degli imprenditori e io non ho mai smesso, in questi anni, di esserlo”. Quindi, ha definito il suo mandato con altrettanti aggettivi: “impegnativo, gratificante, incredibile dal punto di vista umano e faticoso” per poi assicurare: “Il dovere del presidente è quello di arrivare all’ultimo giorno del suo mandato impegnandosi nella tutela degli associati e a consegnare, in una continuità ideale, l’Associazione al suo successore”.

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